Cinta muraria medievale di Finalborgo

Le difese ancora intatte di un borgo medievale

Finalborgo conserva ancora le mura medievali nelle quali si aprono le porte di accesso all’abitato. Le mura sono intervallate da torri quadrate o semicircolari, come quelle conservate sul lato meridionale della cinta muraria.

Sul modello di molti borghi liguri di fondovalle, anche le mura del Borgo si raccordavano su una torre posta più in alto, sulla dorsale del Becchignolo, menzionata nel 1390 e inglobata nel XVII secolo dalla fortezza spagnola di Castel San Giovanni.

APPROFONDIMENTI – Cinta muraria medievale di Finalborgo

Le mura medievali originarie, risalenti agli inizi del XIII secolo, furono abbattute dai genovesi dopo la disastrosa Guerra del Fianale (1447-1450). Dopo la riconquista del marchesato, una nuova cinta muraria fu costruita in breve tempo da Giovanni I Del Carretto nel 1452.

La cinta muraria del Borgo è caratterizzata da un percorso di ronda dotato di merli quadrati conservati in molte parti non intaccate da sovrapposizioni di edifici abitativi o da demolizioni recenti. In molte parti, l’originaria merlatura fu reintegrata e rimaneggiata in età moderna con l’apertura di una fitta serie di fuciliere.

A chi proveniva dal litorale percorrendo la strada di collegamento con la Marina, Finalborgo si presentava con le possenti difese della quattrocentesca porta Carretta, in corrispondenza della quale s’innestava direttamente il ponte medievale detto “dei pesci”, del quale rimangono tracce sul greto del torrente a fianco della torre.

L’originario varco di accesso al Borgo, in diretta connessione con l’asse viario interno corrispondente all’attuale via Torcelli, si apriva quindi sul lato settentrionale della torre quadrata, che sul fianco opposto presenta ancora le tracce dell’arco di un passaggio coperto, che si apriva alla sua base. La torre era decorata sul fronte esterno da alcune pitture tarde delle quali si conservano tenui tracce di una grande figura e di colonne.

Durante il periodo spagnolo, alla porta medievale si sostituì l’attuale arco di porta Reale, successivamente decorato da una finta architettura ottocentesca con uno stemma dei Savoia e l’immagine della Vergine.

Alla sinistra della porta, sul fronte meridionale, le difese del Borgo erano imperniate su una torre angolare cilindrica con spazio interno quadrato, sulla quale fu fondato il quattrocentesco campanile di San Biagio. La torre conserva il camminamento di ronda aggettante sorretto da archetti in mattoni su doppi mensoloni a quarto di cerchio in pietra di Finale. Completavano le difese di questo tratto della cinta due torri semicircolari merlate riconducibili a un modello architettonico medievale.

Sempre su questo lato, nell’angolo sud-occidentale della cinta muraria è presente un baluardo sporgente, raffigurato nel disegno dell’ambasciatore veneto Gerolamo Lippomanno nel 1571.

Durante la dominazione spagnola, esso venne ulteriormente prolungato aggiungendovi un bastione avanzato, anch’esso dotato di fuciliere e di un cordolo di protezione dai colpi di rimbalzo. Una cannoniera aperta alla sua base era destinata al tiro radente lungo lo spazio antistante alle mura.

Al XVI secolo può essere ricondotto anche il tratto occidentale delle alte mura che fiancheggiano l’alveo del torrente Pora, leggermente scarpate e fornite di un cordolo su tutta la loro lunghezza. Esse culminavano con un bastione semicircolare, che proteggeva porta Testa. Queste opere difensive furono demolite nel 1826 nell’ambito della costruzione del “ponte nuovo” sul Pora.

La medievale porta Testa risale nel suo nucleo originale alla riedificazione attuata nel 1452 da Giovanni I, come indica l’iscrizione in caratteri gotici sul fornice dell’arco acuto. La struttura fu ampiamente rimaneggiata alla fine del XIX secolo.

Nel tratto di cinta che si spingeva lungo la pendice dell’altura si apriva la porta della Mezzaluna, attraverso la quale passava la strada di collegamento con Castel Gavone e Perti, divenuta la strada Beretta nel 1666.

Un’altra torre simile, probabilmente appartenente alla cerchia quattrocentesca se non a quella originaria, è ancora visibile nel tratto di mura nord-orientali, che dalla porta del mulino, o romana, si raccorda con uno degli speroni di Castel San Giovanni.

COME ARRIVARE

CINTA MURARIA MEDIEVALE DI FINALBORGO

Come raggiungere il Sito

Finalborgo può essere raggiunta dagli svincoli dell’autostrada A10 di Feglino (solo per le provenienze da Genova, Torino o Milano) e di Finale Ligure (per tutte le provenienze). È collegato da un servizio di autobus di linea alla stazione ferroviaria di Finalmarina.

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