Chiesa di San Lorenzo di Varigotti

Sarcofago in marmo bianco

Autore – Ignoti scultori di età romana e di età longobarda

Durante i restauri condotti da Nino Lamboglia e Bruna Ugo nella chiesa di San Lorenzo di Varigotti dopo i danni provocati da una bomba inglese nel 1944, furono rinvenuti numerosi frammenti di marmo bianco greco appartenenti ad un sarcofago romano datato al IV secolo d.C.

Il sarcofago era decorato a “strigilature”, cioè scanalature a “S” che imitavano lo strigilo, lo strumento in bronzo usato dai romani nelle terme per detergersi il sudore.

Lo storico savonese Nicolò Cesare Garoni, nel 1870, descriveva il frammento centrale del sarcofago murato presso la porta della chiesa e successivamente trafugato. Esso raffigurava il busto di un uomo avvolto in un mantello con la mano sul pomo della spada e, alla sua sinistra, una “figura intiera di garzone ignudo”, fiancheggiati da due sirene.

Nella seconda metà dell’VIII secolo, la faccia posteriore del sarcofago romano fu decorata con una sequenza di croci a forma di giglio racchiuse da tre fili di vimini intrecciati. Si tratta di un tipico motivo appartenente alla scultura del periodo longobardo riconducibile ad ignoti scultori, un tempo ritenuti appartenenti alla cosiddetta “bottega delle Alpi Marittime”.

 

Datazione

Il sarcofago originario è databile al IV secolo d.C. e fu rilavorato nella seconda metà dell’VIII secolo.

 

Collocazione

Il sarcofago è attualmente esposto presso il Museo Archeologico del Finale a Finalborgo.

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