Campanile di San Giovanni Battista a Bardino Vecchio

Tra stemmi e croci graffite su ceramiche medievali

Il campanile medievale della chiesa di San Giovanni Battista a Bardino Vecchio, ora una frazione del Comune di Tovo San Giacomo, fornisce uno dei più significativi esempi liguri di impiego decorativo nelle strutture architettoniche di forme ceramiche, denominate col termine generico di ‘bacini’.
Si tratta di un uso ampiamente attestato nel mondo medievale, non solo in Italia. Nel Ponente ligure maioliche e invetriate verdi di produzione islamica sono presenti nell’abside della chiesa romanica di San Paragorio a Noli, datata all’XI secolo. Nel Finalese, vari tipi di “bacini” furono inseriti in campanili a torre (San Biagio a Finalborgo, San Bartolomeo di Gorra) o a vela (Sant’Eusebio di Perti) nel corso del XV secolo.

D’altro canto, Nino Lamboglia nel 1970 ricordava come l’alta Val Maremola, con gli abitati di Tovo San Giacomo, Bardino e Magliolo, già a partire dal XIII secolo appariva legata al marchesato carrettesco del Finale da un punto di vista storico, ma anche architettonico.

APPROFONDIMENTI – Campanile di San Giovanni Battista a Bardino Vecchio

L’attuale parrocchiale di Bardino Vecchio è l’esito di un radicale rifacimento, avvenuto tra il 1742 e il 1754, quando è documentata la presenza nel cantiere di Francesco Pitto, detto il Baguti, appartenente a una famiglia di architetti e capi d’opera attivi nel Ponente ligure e nel Finalese tra XVII e XVIII secolo.
Addossato al fianco sinistro della chiesa, il pregevole campanile tardogotico, pervenutoci nel suo aspetto originario, costituisce la principale testimonianza della fase medievale.
Si tratta di un tipico campanile tardo-quattrocentesco, nel quale si aprono due ordini di bifore. La bassa torre quadrata termina con una slanciata cuspide ottagonale in mattoni, affiancata da gugliotti angolari sempre in cotto.
I vari livelli del campanile sono separati da marcapiani in mattoni, sorretti da una sequenza di archetti pensili a tutto sesto e costituiti da una cornice lineare con intramezzata una duplice fila di mattoni disposti a ‘dente di sega’.
Le bifore, con archi a tutto sesto e cornici in mattoni disposti a doppia ghiera, presentano vele sorrette da peducci triangolari, capitelli a volute e foglie bilobate su colonnine in Pietra di Finale. Anche in questo caso, si trova quindi una bicromia tipica dell’architettura del Finale quattrocentesco, nel quale il rosso del mattone si combina con le calde e chiare tonalità della Pietra di Finale.

Il campanile conserva quasi integralmente l’originaria decorazione basata su oltre trenta ‘bacini’ realizzati in ceramica graffita o in ingubbiata monocroma, probabilmente proveniente da fornaci savonesi, pur non potendosi escludere una produzione locale tra il Finale e l’Albenganese.
La serie è costituita sia da piatti che da ciotole e scodelle, murati nei gugliotti angolari, allineati sulla cornice superiore o inseriti nei pennacchi delle bifore, oltre ad alcune cavità vuote. Tra le graffite a punta, con i tipici motivi a croce con raggi ondulati o a stella in un caso, un grande piatto, inserito nella parte sommitale del lato settentrionale, è decorato con uno scudo araldico recante tre gigli nel campo, con un possibile riferimento al dominio francese in Liguria.
Il campanile, un tempo datato al XIV secolo, è in realtà una costruzione di fine XV secolo. A questa cronologia concorrono non solo i ‘bacini’ ceramici, ma anche una targa in Pietra di Finale murata sul fianco settentrionale, ora malamente leggibile per la prolungata esposizione al dilavamento. Sotto a un trigramma di San Bernardino con IHS in lettere gotiche sembra leggersi su due linee la data M°CCCC°LX / XXXVIII[.], probabilmente leggibile come 1498.

COME ARRIVARE

CAMPANILE DI SAN GIOVANNI BATTISTA A BARDINO VECCHIO

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Bardino Vecchio è raggiungibile da Pietra Ligure e Tovo San Giacomo risalendo la valle lungo la SP 4 o imboccando la diramazione che si stacca dalla SP 490, da Finale Ligure per il Colle del Melogno.

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